mercoledì 6 luglio 2011

Intervista a Gaetano D'auria


a cura di Valentina Turci

Manca poco alla Maratona fotografica "Effe come foto". Oggi ho sottoposto ad "interrogatorio" Gaetano D'auria, fotografo per passione e per lavoro, che parteciperà come concorrente nella sezione "professionisti". Conosciamolo meglio.


Com’è nata la tua passione per l’arte della fotografia?

È nata perchè mi ha sempre affascinato l'arte figurativa, la pittura in genere, e lo studio della luce in Caravaggio, primo fotografo a mio avviso per la gestione della luce nonostante non imprimesse la stessa ma la dipingesse, non sapendo dipingere ho cominciato con una compattina a scattare le prime foto.


Da Hobby si è trasformato in un vero e proprio lavoro.

Si, si è trasformato man mano in lavoro. In verità, sarebbe restato solamente un passatempo domenicale se non avessi incontrato sulla spiaggia una persona che mi ha aperto le “sinapsi” sulla fotografia, e se un amico non mi avesse proposto “per scommessa” di fare delle foto ad una comunione. Poi tutto il resto è storia! Fondamentalmente, il bello è che durante la cerimonia, fotografo secondo il mio stile, la stanchezza è relativa poiché è la mia passione: realizzare immagini che solo qualche istante prima avevo ben definite nella mia mente rende piacevole anche lavorare con il caldo di questi giorni.


Qual è il soggetto che più ti piace catturare nelle tue foto?

Mi piace fotografare le persone ( principalmente le persone umili), sia come ritratti singoli sia ritratti ambientati in stile reportagistico, cogliendo le espressioni o le emozioni delle figure immortalate.


I tuoi scatti sono spesso in bianco e nero, vuoi spiegarci il perché?

Adoro il bianco e nero non per moda o per partito preso, ma perchè la fotografia è nata in bianco e nero e, come dicono i GRANDI MAESTRI, solo un buon bianco e nero è capace di rendere al meglio le sfumature del colore. Non a caso la fotografia monocromatica è tale, non perchè la scattiamo con una pellicola bn o perchè col pc la convertiamo in bn, ma perchè lo scatto in origine è pensato in bianco e nero (non so se rendo l'idea).


Per te conta più la tecnica o il cuore e la passione mentre scatti le tue foto?

Eheheh questa domanda non me l'aspettavo... chi mi conosce sa come la penso in merito, ma risponderò senza sollevare polemiche. Sicuramente in fotografia conta avere “l'occhio” o il famoso “manico”, ma da solo questo non basta, perchè altrimenti ci limitiamo solo ad inquadrare e scattare: impostando la reflex in Automatico fa tutto lei. Io ho cominciato con la pellicola e poi son passato al digitale. Mi sono sempre documentato su quello che riguarda la gestione della luce, l'utilizzo dei tempi e dei diaframmi e tutto quello che riguarda la parte tecnica e realizzabile, perchè credo che la sola pratica sia il limite maggiore per chi fotografa senza senno di causa e per chi si avvicina alla fotografia per il solo vezzo di possedere una entry level digitale.

Hai appena allestito una tua Mostra fotografica nominata “Dal sud”, raccontaci un po’ di cosa parlavano i tuoi scatti e soprattutto com’è andata?

La mostra è andata abbastanza bene, c'è stato un buon riscontro nonostante che, in concomitanza dell'apertura, ci siano stati gli scontri tra i lavoratori fincantieri e la polizia e a castellammare c'era un clima non buono. Comunque i miei scatti sono stati tutti immortalati al sud. Ritraggono persone, momenti e situazioni della vita reale e, come ho detto sopra, attraverso gli umili e i meno abbienti cerco di raccontare quello che è il sud.

Il 16 Luglio sarai uno dei concorrenti della Maratona fotografica “Effecome foto” nella sezione professionisti; i temi da affrontare saranno otto, cosa ti aspetti?

Innanzitutto sono molto entusiasta di questa iniziativa, davvero molto geniale il fatto di organizzare una maratona fotografica con ben 8 temi, io non ci avrei mai pensato. Comunque mi auguro solo che i temi siano di facile realizzazione ahahahah...

Per te sarà più un gioco o una sfida all’ultimo sangue?

È soltanto un gioco. Mi auguro che anche altri amici e i fotografi della zona abbiano aderito all'iniziativa, anche perché, attraverso il confronto, si puo' migliorare e si può diffondere la cultura. Anche se, tra i fotografi cerimonialisti in genere, non c'è alcuna “cultura fotografica” quindi dubito nella loro adesione: spero di sbagliarmi e di ritrovarli, con piacere, in gara!

Ultima domanda, ma non per questo meno importante, “Effe come…”?

Effe come EFFEralgan? Ahahahha, scherzo. Effe come “fotografia”. Ciao e in bocca a lupo a tutti i partecipanti.


Le iscrizioni alla Maratona Fotografica "Effecomefoto" sono aperte fino al 9 Luglio. Visitate il Blog o la pagina facebook "Effe Project" per ulteriori informazioni.

(V. Turci)

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